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	<title>Media &#8211; Think Up &#8211; Agenzia di comunicazione e organizzazione eventi</title>
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		<title>Quanto è importante la SEO per un sito web?</title>
		<link>https://www.think-up.net/quanto-e-importante-la-seo-per-un-sito-web/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff Think UP]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Mar 2023 11:23:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La Search Engine Optimization, nota anche come SEO, è uno degli aspetti chiave del marketing digitale; ma quanto è importante la SEO per un sito web? La risposta è semplice: è fondamentale. Prima di capire perchè è così decisiva per un&#8217;attività online, andiamo a spiegare brevemente cos&#8217;è la SEO. La possiamo definire come quella serie [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Search Engine Optimization, nota anche come SEO, è uno degli aspetti chiave del marketing digitale; ma quanto è importante la SEO per un sito web? La risposta è semplice: è fondamentale. Prima di capire perchè è così decisiva per un&#8217;attività online, andiamo a spiegare brevemente cos&#8217;è la SEO. La possiamo definire come quella serie di regole e attività capaci di aumentare la visibilità e la qualità del traffico organico su un sito web tramite tecniche di ottimizzazione sui motori di ricerca.La SEO, dunque, aiuta un sito web ad attirare utenti organici e di qualità, migliorando il posizionamento nelle SERP, ovvero la pagina di risultati di ricerca.</p>
<h4><strong>Quanto è importante la SEO per un sito web?</strong></h4>
<p>Uno dei maggiori benefici della SEO è l&#8217;incremento di traffico organico; il che significa che le persone che raggiungono il sito web lo fanno volontariamente, senza essere scoraggiate da annunci pubblicitari pagati. Ciò significa che gli utenti sono più propensi a interagire con il sito, per esempio, riempiendo un form di contatto o acquistando un prodotto. Inoltre, la SEO aiuta a migliorare la qualità del traffico, poiché l&#8217;obiettivo è quello di attirare utenti pertinenti ai contenuti del sito web, aumentando la conversione e riducendo il tasso di rimbalzo.</p>
<p>Ma il grande vantaggio della SEO è il suo impatto sul posizionamento sui motori di ricerca. Una buona strategia di SEO può infatti migliorare il posizionamento del sito web nelle SERP, il che significa che il sito sarà più facile da trovare per gli utenti che cercano le stesse parole chiave che descrivono il sito web. Inoltre, un miglior posizionamento sui motori di ricerca aumenta la fiducia degli utenti nei confronti del sito web, poiché i siti che si posizionano nelle prime pagine dei motori di ricerca sono considerati più affidabili e professionali.</p>
<h4>SEO e branding: un rapporto virtuoso</h4>
<p>Per capire quanto è importante la SEOLa SEO ha anche un impatto positivo sul branding del sito web. L&#8217;ottimizzazione delle parole chiave utilizzate in un sito web consente di creare contenuti che rispondano alle esigenze dei potenziali clienti e di migliorare l&#8217;esperienza di navigazione sul sito, aumentando il valore percepito dell&#8217;utente che utilizza il sito web. Inoltre, la SEO consente di costruire autorità nel proprio mercato di riferimento, migliorando la reputazione dell&#8217;azienda e la fidelizzazione del cliente.</p>
<p>Concludiamo con un passaggio di grande importanza, che riguarda il tempo. La SEO richiede tempo ma i suoi effetti persistono nel tempo. Una buona strategia di SEO consente di aumentare la visibilità del sito web più a lungo termine rispetto ai metodi di pubblicità che si esauriscono di norma a breve giro di posta dalla fine della pubblicità stessa o della sponsorizzazione. Quindi il consiglio è non avere fretta quando si fa SEO, perché una lunga stagionatura ci darà sempre un prodotto migliore e di maggior durata.</p>
<p style="text-align: right;">Photo &#8211; Pexels</p>
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		<title>Calendario editoriale: cos&#8217;è, come si fa e perché ti serve!</title>
		<link>https://www.think-up.net/calendario-editoriale-cose-come-si-fa-e-perche-ti-serve/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff Think UP]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Mar 2022 13:51:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Digital]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
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					<description><![CDATA[Non perdiamoci in chiacchiere inutili, perché se sei atterrato qui sicuramente la cosa che vuoi sapere prima di ogni altra è: cos&#8217;è un calendario editoriale? Possiamo definirlo, con estrema semplicità, un calendario di pubblicazioni redatto per una pagina web, un sito o una pagina social. Alle origini era dedicato esclusivamente al content marketing per siti [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<figure id="attachment_2064" aria-describedby="caption-attachment-2064" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-2064 size-medium" src="https://www.think-up.net/wp-content/uploads/2022/03/calendar-gb69920531_1280-300x200.jpg" alt="Calendario editoriale: cos'è, come si fa e perché ti serve!" width="300" height="200" srcset="https://www.think-up.net/wp-content/uploads/2022/03/calendar-gb69920531_1280-300x200.jpg 300w, https://www.think-up.net/wp-content/uploads/2022/03/calendar-gb69920531_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.think-up.net/wp-content/uploads/2022/03/calendar-gb69920531_1280-768x512.jpg 768w, https://www.think-up.net/wp-content/uploads/2022/03/calendar-gb69920531_1280-1080x720.jpg 1080w, https://www.think-up.net/wp-content/uploads/2022/03/calendar-gb69920531_1280-980x653.jpg 980w, https://www.think-up.net/wp-content/uploads/2022/03/calendar-gb69920531_1280-480x320.jpg 480w, https://www.think-up.net/wp-content/uploads/2022/03/calendar-gb69920531_1280.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2064" class="wp-caption-text">Photo &#8211; Pixabay</figcaption></figure>
<p>Non perdiamoci in chiacchiere inutili, perché se sei atterrato qui sicuramente la cosa che vuoi sapere prima di ogni altra è: cos&#8217;è un calendario editoriale?</p>
<p>Possiamo definirlo, con estrema semplicità, un calendario di pubblicazioni redatto per una pagina web, un sito o una pagina social. Alle origini era dedicato esclusivamente al content marketing per siti web, ma ormai l&#8217;osmosi con la dimensione social ha fatto sì che un canale social di rispetto abbia un piano e un calendario editoriale.</p>
<h3><strong>Non solo pianificazione: il calendario editoriale è comunicazione<br />
</strong></h3>
<p>Fra i molti obiettivi che si possono perseguire realizzando un calendario editoriale, di sicuro c&#8217;è quello di comunicare. Ma come, non serve solo per pianificare la comunicazione? Non solo, perché mettendo nero su bianco cosa si vuole pubblicare, come e quando farlo, rende molto più chiaro a noi (e ai lettori di conseguenza) cosa stiamo comunicando. Il calendario editoriale è una scelta, in primis. Di contenuti, di valori, di idee e di obiettivi.</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Nell’elaborare una strategia è importante riuscire a vedere le cose che sono ancora distanti come se fossero vicine ed avere una visione distaccata delle cose che, invece, sono più prossime&#8221;.</em><br />
<strong>Miyamoto Musashi</strong></p></blockquote>
<h3><strong>Mezzi, piattaforme, contenuti<br />
</strong></h3>
<p>Diciamoci chiaramente che occorre avere idee chiare prima di stilare un calendario editoriale. E in particolare dobbiamo aver chiari in testa questi elementi:</p>
<ul>
<li>Mezzi a disposizione</li>
<li>Formati da progettare</li>
<li>Piattaforme su cui pubblicare</li>
<li>Contenuti da declinare</li>
</ul>
<p>Elementi la cui individuazione ci appare semplice, ma rischiamo di ingannare noi stessi pensando ad un&#8217;operazione di poco conto. Il reperimento di ciò che serve per un piano e poi calendario editoriale è decisivo e non si può lasciare al caso. E sono molti gli elementi che dobbiamo avere nella nostra scrivania (fisica e mentale) prima di poter iniziare a progettare il nostro calendario.</p>
<figure id="attachment_2070" aria-describedby="caption-attachment-2070" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-2070" src="https://www.think-up.net/wp-content/uploads/2022/03/coffee-g4e484da93_1280-300x200.jpg" alt="Calendario editoriale: cos'è, come si fa e perché ti serve!" width="300" height="200" srcset="https://www.think-up.net/wp-content/uploads/2022/03/coffee-g4e484da93_1280-300x200.jpg 300w, https://www.think-up.net/wp-content/uploads/2022/03/coffee-g4e484da93_1280-1024x682.jpg 1024w, https://www.think-up.net/wp-content/uploads/2022/03/coffee-g4e484da93_1280-768x512.jpg 768w, https://www.think-up.net/wp-content/uploads/2022/03/coffee-g4e484da93_1280-1080x720.jpg 1080w, https://www.think-up.net/wp-content/uploads/2022/03/coffee-g4e484da93_1280-980x653.jpg 980w, https://www.think-up.net/wp-content/uploads/2022/03/coffee-g4e484da93_1280-480x320.jpg 480w, https://www.think-up.net/wp-content/uploads/2022/03/coffee-g4e484da93_1280.jpg 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-2070" class="wp-caption-text">Photo &#8211; Pixabay</figcaption></figure>
<p>Dobbiamo sapere infatti di quali mezzi disponiamo: smartphone, fotocamera, cavalletto, microfono, luci? E poi sulla base di questo sapere quali formati progettare: video? Immagini? Podcast? Oppure tutti? E su quali piattaforme andremo a pubblicare? Solo il nostro sito o blog? Oppure sui social? O su entrambi?</p>
<p>E poi il king: il contenuto. Cosa vogliamo comunicare? A chi? E soprattutto con quale modalità e con quali obiettivi?</p>
<p>Già da questo primo accenno possiamo comprendere come un percorso di questo tipo non sia facile, perché ogni singola scelta faremo andrà a condizionare e modificare il nostro progetto.</p>
<h3><strong>Il target</strong></h3>
<p>Un elemento decisivo è il pubblico target che vogliamo raggiungere: se sappiamo quali sono gli argomenti e i temi che un determinato pubblico ha a cuore, le sue esigenze e richieste, dobbiamo porre questo a base del nostro piano/calendario. Diversamente, se manchiamo l&#8217;obiettivo o non lo conosciamo in maniera approfondita, rischiamo di veicolare il messaggio sbagliato al pubblico sbagliato.</p>
<h3><strong>La costanza<br />
</strong></h3>
<p>C&#8217;è un elemento senza il quale non possiamo né dobbiamo (!) dare vita ad un calendario editoriale: la costanza. Un lavoro di lungo periodo, che prevede attenzione e applicazione quotidiana non può prescindere dall&#8217;essere costanti. Perché avere un calendario editoriale predefinito certo ci aiuta, per via di contenuti già realizzati e incasellati, ma la programmazione va seguita passo passo. Non di rado infatti capita che qualche pubblicazione possa saltare e, magari, qualche elemento possa o debba essere modificato in corso d&#8217;opera.</p>
<h3><strong>Carta, penna e software</strong></h3>
<p>Ma come mettere a terra un calendario editoriale? Qui usiamo uno dei consigli più semplici di sempre: carta e penna. Nulla vale di più di un foglio con su scritto ciò che vogliamo fare, così semplice che poi riportarlo in uno dei mille applicativi  che si possono trovare sul web. Non dimentichiamo mai il valore del metodo, del saper tradurre ciò che pensiamo in una bozza cartacea. La digitalizzazione arriverà dopo e sarà assolutamente più facile.</p>
<h3><strong>Contenuti utili, con regolarità</strong></h3>
<p>Per concludere questo breve (e assolutamente non esaustivo) viaggio nel concetto di calendario editoriale, usiamo una citazione illuminante:</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Come farsi trovare sui motori di ricerca? Come far sì che le persone parlino di noi sui social network? Bisogna essere interessanti e d’aiuto, e bisogna esserlo su base regolare&#8221;.</em><br />
<strong>Joe Pulizzi</strong></p></blockquote>
<p>Quando immaginiamo un calendario editoriale per il nostro blog, sito o canale social dobbiamo sempre tenere la barra dritta sull&#8217;obiettivo: donare contenuti di valore agli utenti. E farlo con regolarità così da divenire punti di riferimento per il nostro pubblico. Avrà avuto senso calendarizzare le nostre attività se, alla fine, avremo stabilito con il pubblico un rapporto di interesse e di autorevolezza: nel saper donare soluzioni ai nostri utenti si cela il successo della nostra attività editoriale.</p>
<p>Photo copertina &#8211; Pixabay</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Come scrivere un comunicato stampa? Consigli e un esempio</title>
		<link>https://www.think-up.net/come-scrivere-un-comunicato-stampa-consigli-e-un-esempio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Staff Think UP]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Sep 2021 12:30:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Media]]></category>
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					<description><![CDATA[Prima di vedere insieme come scrivere un comunicato stampa, dobbiamo fare alcune precisazioni. Necessarie al fine di comprendere che nonostante ci sia una modalità capace di soddisfare più o meno tutti gli ambiti, è sempre lo stile a fare la differenza. Stile che necessariamente, questo va detto, è diverso da settore a settore. E che, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Prima di vedere insieme come scrivere un comunicato stampa, dobbiamo fare alcune precisazioni. Necessarie al fine di comprendere che nonostante ci sia una modalità capace di soddisfare più o meno tutti gli ambiti, è sempre lo stile a fare la differenza.</p>
<p>Stile che necessariamente, questo va detto, è diverso da settore a settore. E che, teniamolo a mente, ricalca esattamente quel che il ricevente (il giornalista) ha in mente: un comunicato stampa aziendale non potrà (e non dovrà) mai avere la stessa forma di un comunicato stampa politico, per esempio.</p>
<p>Dopo aver fatto questa doverosa precisazione, andiamo a vedere come si scrive un comunicato stampa. La struttura, le dimensioni e il tone of voice.</p>
<h2><strong>Come scrivere un comunicato stampa: il titolo</strong></h2>
<p>Il titolo è decisivo. Da quello, che sia nel corpo di una mail o nell&#8217;oggetto (opzione consigliata), si deciderà oltre il 50% delle possibilità che un comunicato stampa sia di interesse e dunque aperto dal giornalista o <a href="https://www.think-up.net/media/"><strong>ufficio media</strong></a> che lo riceve. Il titolo deve riflettere immediatamente l&#8217;oggetto, senza tergiversare.</p>
<p>Devo suggerire a chi legge esattamente qual è il grado di interesse che potrà avere nell&#8217;aprire la mail che gli ho inviato. Un titolo ben fatto e incisivo è gran parte del lavoro, perché cattura l&#8217;attenzione. E nell&#8217;era delle 50mila comunicazione ogni minuto, non è un dettaglio da sottovalutare.</p>
<p>Un titolo ben fatto può contenere dichiarazioni, se si tratta di persone, o la caratteristica più importante e interessante di un prodotto lanciato, o magari la data di una manifestazione molto attesa.</p>
<h3><strong>La struttura: importanza, visivamente<br />
</strong></h3>
<p>Una volta che avremo stimolato l&#8217;attenzione del giornalista ricevente, passiamo al secondo step della nostra mini-guida sul come scrivere un comunicato stampa. La struttura di un comunicato stampa è fondamentale perché ci permette di associare visivamente il giusto grado di importanza ai contenuti e ai protagonisti.</p>
<p>Il più delle volte, se ad esempio si tratta di dichiarazioni politiche o di un esponente aziendale, si usa suddividere in tre il contenuto:</p>
<ul>
<li>Prima parte della dichiarazione, di norma la più &#8216;esplosiva&#8217;. Sempre virgolettata in apertura e chiusura.</li>
<li>Specifica di chi lancia la dichiarazione con la formula &#8221;lo dichiara in una nota&#8230;&#8221; oppure &#8221;così il presidente di&#8230;&#8221;</li>
<li>Seconda parte della dichiarazione, più esplicativa e narrativa. Sempre virgolettata in apertura e chiusura.</li>
</ul>
<p>In calce, di norma, i contatti a cui fare riferimento per eventuali richieste o approfondimenti oppure interviste.</p>
<h3><strong>Le dimensioni contano. Ma &#8221;less is more&#8221;</strong></h3>
<p>Spesso viene chiesto: quanto deve essere lungo un comunicato stampa? Beh non c&#8217;è una risposta univoca per questa domanda. Tutto dipende da cosa si deve comunicare e se prendiamo ad esempio un nuovo prodotto, magari da lanciare, può essere buona norma allegare al comunicato stampa un link su cui far atterrare il giornalista.</p>
<p>Senza per forza inserire nel comunicato tutte le caratteristiche del prodotto ma solo quelle più accattivanti, così da stimolare una curiosità che vada oltre la lettura e magari spinga ad approfondimenti e interviste. Rimane comunque corretto non appesantire troppo un comunicato stampa, che un giornalista o un ufficio stampa potrebbe voler leggere velocemente.</p>
<h3><strong>Come scrivere un comunicato stampa: i</strong><strong>l &#8221;tone of voice&#8221;</strong></h3>
<p>A chi ci rivolgiamo? Qual è il destinatario del nostro messaggio? Domande fondamentali se vogliamo utilizzare il giusto linguaggio e il giusto tono di voce nella nostra comunicazione. Non a caso usiamo il termine &#8221;tone of voice&#8221;, mutuato dalla comunicazione social, perché nella sostanza l&#8217;individuazione delle &#8221;personas&#8221; a cui ci rivolgiamo è simile.</p>
<p>Rivista di settore? Giornale generalista? Social? Corporate? Qualunque di questi ambiti dobbiamo toccare, è giusto sapere che ognuno ha le sue corde. La sua modalità di rispondere a determinate sollecitazioni e, soprattutto, ad un determinato registro lessicale. Per cui se dobbiamo parlare di un dispositivo tecnologico, ad esempio, dovremo usare molti termini tecnici.</p>
<p>Se invece siamo alle prese con un comunicato stampa istituzionale, il consiglio è sempre quello di privilegiare la comprensione di concetti in maniera semplice e diretta, così da agevolare magari la realizzazione di titoli o la veloce pubblicazione semplicemente incollando il contenuto.</p>
<h3><strong>Un esempio di comunicato stampa</strong></h3>
<p>Ecco quindi, alla fine della nostra miniguida (non esaustiva) sul come scrivere un comunicato stampa, un esempio che ci farà capire visivamente come può strutturarsi una nota stampa:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Tizio: &#8221;Finalmente l&#8217;esempio di comunicato stampa. Avanti così&#8221;</strong></p>
<p>&#8221;<em>Finalmente riusciamo a leggere un esempio di comunicato stampa prodotto in maniera veloce ed efficace. Un&#8217;attesa che pareva infinita e che temevamo non si risolvesse nei tempi prestabiliti. Ora avanti con le prove pratiche</em>&#8221;.</p>
<p>Così in una nota Tizio, presidente della XYZ, sul recente rilascio dell&#8217;esempio di comunicato stampa prima del lancio delle prove pratiche di scrittura di comunicati stampa.</p>
<p>&#8220;<em>La produzione e il rilascio di esempi di comunicato stampa &#8211; spiega Tizio &#8211; è una pratica che andrebbe valorizzata e potenziata, così da far crescere consapevolezza dell&#8217;importanza dello strumento. Aziende come la nostra &#8211; prosegue &#8211; fanno questo lavoro quotidianamente e si nutrono dell&#8217;esperienza e di esempi come questo per crescere e raggiungere mete sempre nuove. Non possiamo non puntare su esempi di comunicato stampa come questo &#8211; conclude &#8211; per far sì che il mercato divenga un punto di riferimento per il nostro quadrante e per un intero settore merceologico</em>&#8221;.</p>
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